1. La Francia e il “riarmo demografico”: il piano nazionale contro l’infertilità

La settimana è dominata dal dibattito attorno al piano anti-infertilità presentato dal governo francese il 5 febbraio 2026, che ha trovato ampio spazio sulla stampa italiana e internazionale.

Il quadro demografico che ha spinto Parigi ad agire è inequivocabile: secondo l’INSEE, nel 2025 la Francia ha registrato 645.000 nascite (-2,1% rispetto al 2024 e -24% rispetto al picco del 2010) contro 651.000 decessi, segnando per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale un saldo naturale negativo. L’indicatore congiunturale di fecondità è sceso a 1,56 figli per donna, il livello più basso dalla fine della Prima guerra mondiale. (RSI.ch, 14 febbraio; Euronews, 12 febbraio)

Il piano si articola in sedici misure e mira a migliorare prevenzione, informazione e accesso alle cure. La ministra della Salute Stéphanie Rist ha sottolineato che l’obiettivo non è imporre scelte riproduttive, ma «evitare la mentalità del ‘se solo l’avessi saputo’». Tra le misure più concrete figura l’espansione dei centri per la crioconservazione degli ovociti, da circa 40 a 70 entro il 2028, garantendo che le procedure restino gratuite per tutte le donne tra i 29 e i 37 anni. Attenzione specifica è riservata a patologie finora sottovalutate come la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi. (Vanityfair.it, 11 febbraio; Iodonna.it, 12 febbraio)

Una commissione parlamentare ha presentato parallelamente 37 proposte, chiedendo un «big bang» della politica familiare francese, con assegni fino a 250 euro e riforma del congedo parentale. (Euronews, 12 febbraio)

La lettera ai 29enni: informazione o ingerenza?

La misura più discussa rimane l’invio, «a partire dalla fine dell’estate», di una lettera o messaggio personalizzato a tutti i cittadini che compiono 29 anni, contenente informazioni su fertilità, contraccezione, procreazione medicalmente assistita e conservazione dei gameti. L’età non è casuale: coincide con la soglia a partire dalla quale il Servizio sanitario nazionale francese copre i costi del congelamento degli ovociti. (RSI.ch, 14 febbraio; Greenme.it, 12 febbraio)

L’iniziativa ha sollevato un acceso dibattito. Per i critici, il confine tra prevenzione e pressione sulle scelte riproduttive può diventare sottile, soprattutto quando il messaggio è indirizzato indistintamente a chi desidera avere figli e a chi no. Alcune voci femministe denunciano che «la lotta al calo demografico si gioca ancora una volta sul corpo delle donne» e che una comunicazione di questo tipo rischia di generare ansia sociale, in particolare tra le giovani donne. (L’Espresso, 11 febbraio; La Stampa, 15 febbraio)

Dalla Francia stessa arriva lo scetticismo di chi, come la 27enne Lucie intervistata da Euronews, ricorda che «il problema va oltre l’infertilità: stiamo lottando per trovare un posto dove vivere e arrivare a fine mese». (Euronews, 12 febbraio)

Sul piano del commento, Tempi ironizza: «Dopo avere iscritto il diritto di aborto nella Costituzione, la République si allarma per la denatalità e scrive ai cittadini nel giorno del ventanovesimo compleanno: auguri, ricordati di fare figli e che puoi surgelare i tuoi gameti». La rivista nota la contraddizione simbolica tra le scelte politiche degli ultimi anni e il nuovo attivismo natalista. (Tempi.it, 14 febbraio)

Sul fronte più ampio della riflessione politica, Il Foglio osserva come la Francia — a lungo considerata l’«eccezione europea» con un tasso di fecondità di 1,5 figli per donna contro il 1,2 dell’Italia — si trovi ora a dover chiedere un «piano Marshall per la natalità», avendo perso 190.000 nascite all’anno rispetto al 2010. (Zazoom/Il Foglio, 12 febbraio)


2. Il calo demografico in Italia: dati locali e nazionali

Il fenomeno non risparmia l’Italia. Nelle Marche, nei primi dieci mesi del 2025, il saldo naturale è profondamente negativo: solo a San Benedetto del Tronto si contano 197 nati e 476 morti, con un saldo di -279. Il quadro è analogo ad Ascoli Piceno, mentre i flussi migratori tra comuni attenuano solo parzialmente il dato. (Zazoom/Il Resto del Carlino, 13 febbraio)

Nella provincia di Treviso la situazione è definita un «terremoto demografico»: nel 2024 la Marca ha perso 1.823 residenti, scendendo a 877.000 abitanti, con un saldo naturale negativo di quasi 3.000 unità. Il dato più allarmante riguarda l’indice di vecchiaia: nel 2025, per ogni 100 giovani fino ai 14 anni si contano 199,2 anziani, contro 123 su 100 di appena vent’anni fa. Nei primi dieci mesi del 2025 le nascite in provincia sono ulteriormente calate da 4.639 a 4.599. Il convegno «Natalità e fertilità. Prevenire e promuovere per favorire l’equilibrio demografico», tenutosi il 13 febbraio presso il Centro della Famiglia di Treviso, ha dato avvio al ciclo mensile «Fertilità è domani», promosso in occasione dei 50 anni dell’ente diocesano. Gli esperti presenti hanno indicato tra i fattori di rischio gli inquinanti ambientali e gli interferenti endocrini che minano il potenziale riproduttivo. (TrevisoToday, 15 febbraio)


3. Ricerca scientifica: lo “interruttore energetico” degli spermatozoi

Sul fronte della ricerca, scienziati della Michigan State University hanno identificato un «interruttore» molecolare che regola l’attività degli spermatozoi nella fase finale della corsa verso l’ovulo. Prima dell’eiaculazione, gli spermatozoi si trovano in uno stato di bassa energia; una volta nel tratto riproduttivo femminile, subiscono un rapido incremento della produzione energetica. Controllare questo meccanismo potrebbe aprire nuove strade sia per i trattamenti dell’infertilità maschile sia per lo sviluppo di metodi contraccettivi non ormonali per l’uomo. (Zazoom/Billipop, 15 febbraio)


4. Social freezing e questioni giuridiche in Europa

Con la crescente diffusione della fecondazione assistita e del congelamento sociale degli ovociti, emerge in tutta Europa un vuoto normativo. L’età media alla maternità nel continente ha raggiunto i 30,9 anni e il tasso di fertilità è sceso al minimo storico di 1,46 figli per donna. Il mercato globale del congelamento degli ovociti e della conservazione degli embrioni, valutato 5,41 miliardi di dollari nel 2024, è atteso a 25,63 miliardi entro il 2034. La normativa frammentata tra i diversi Stati membri lascia tuttavia migliaia di ovociti ed embrioni in un limbo giuridico, sollevando domande etiche e legali su cosa accada quando le donne non desiderano più utilizzare il materiale biologico conservato. (Euronews, 16 febbraio)


5. Genitorialità trans: fertilità e ostacoli burocratici

Un approfondimento di Scienza in Rete affronta il tema della genitorialità delle persone transgender in Italia. Grazie all’evoluzione giuridica e medica, la possibilità per uomini transgender di concepire e partorire non è più impensabile, ma il percorso resta costellato di ostacoli: accesso alle cure, iter burocratici complessi e mancanza di un chiaro riconoscimento legale. La riflessione si inserisce nel più ampio dibattito sulla tutela della fertilità come diritto e sulla necessità di aggiornare norme ancora ancorate a una visione binaria della genitorialità. (ScienzainRete.it, 16 febbraio)


6. Salute riproduttiva femminile: endometriosi, PCOS e fattori ambientali

Più voci questa settimana si soffermano sui fattori che incidono sulla salute riproduttiva femminile. A Verona, il convegno «Nutrire il Corpo. Abitare la Donna» (13 febbraio) ha affrontato il legame tra alimentazione, cicli ormonali e condizioni come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico e squilibri del microbiota, sottolineando la necessità di un approccio di cura che vada oltre la semplice prescrizione dietetica. (LArena.it, 13 febbraio)

Il piano francese contro l’infertilità inserisce esplicitamente la PCOS tra le patologie da monitorare con maggiore attenzione, riconoscendo che disturbi comuni e spesso sottovalutati possono compromettere significativamente la fertilità femminile. (Vanityfair.it, 11 febbraio)


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