Fertilità e Calo Demografico — Rassegna Stampa 12 febbraio / 19 febbraio 2026
1. Il crollo della natalità: Italia e scenari europei
Il dato più allarmante della settimana riguarda la fecondità italiana, che ha toccato un nuovo minimo storico. Secondo i dati ISTAT, il 2024 si è chiuso con 369.944 neonati (-2,6%) e un tasso di fecondità di 1,18 figli per donna. Le proiezioni per il 2025 mostrano un ulteriore peggioramento: nei primi sette mesi dell’anno la fecondità stimata è scesa a 1,13 figli per donna. «Dietro ogni scelta di diventare genitori ci sono condizioni economiche, lavorative, abitative e sociali che devono essere affrontate con politiche strutturali», dichiara Donatella Possemato, fondatrice dell’Osservatorio della Vita e della Natalità (adnkronos.com, 12 febbraio; meridiananotizie.it, 12 febbraio).
L’Italia si conferma inoltre il Paese più anziano dell’Unione Europea. Secondo Eurostat, al 1° gennaio 2025 l’età media della popolazione italiana ha raggiunto i 49,1 anni (media UE: 44,9), con il 24,7% di over 65 e appena l’11,9% di bambini tra 0 e 14 anni. Il rapporto di dipendenza dell’età avanzata è salito al 39%, contro il 34,5% della media europea: poco più di due persone in età lavorativa per ogni anziano (agenpress.it, 16 febbraio).
I dati locali confermano il quadro nazionale. A Brescia i cani superano di numero l’intera fascia di popolazione 0-13 anni: 22.336 animali domestici contro circa 22.000 bambini. Le nascite nella provincia sono calate quasi del 40% dal 2010, passando da 13.600 a 8.400 (brescia.corriere.it, 15 febbraio). Nel marchigiano — San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno — nei primi dieci mesi del 2025 i decessi superano le nascite rispettivamente con saldi naturali di -279 (zazoom.it, 13 febbraio). Anche Valmadrera (Lecco) registra 71 nati contro 117 decessi nel 2025 (lecconews.news, 15 febbraio; leccotoday.it, 16 febbraio). A Treviso, l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 199,2 anziani ogni 100 giovani fino ai 14 anni, quasi raddoppiato rispetto al 2005 (trevisotoday.it, 15 febbraio; zazoom.it, 15 febbraio).
2. Il “riarmo demografico” francese: la lettera ai 29enni
Il tema ha dominato il dibattito europeo di questa settimana. Il governo francese ha presentato il 5 febbraio un piano nazionale in 16 punti contro l’infertilità — già ribattezzato “réarmement démographique” — che prevede tra le altre cose l’invio, a partire dalla fine dell’estate 2026, di una lettera informativa a tutti i cittadini al compimento dei 29 anni. Il messaggio, secondo il gabinetto della ministra della Salute Stéphanie Rist, illustrerà temi di salute sessuale e riproduttiva, la possibilità di conservare i gameti gratuitamente tramite il sistema sanitario pubblico e le opzioni di procreazione medicalmente assistita. «Il ruolo della politica non è dire se bisogna avere figli o a quale età: ciò che bisogna evitare è continuare a sentire “se l’avessi saputo”», ha dichiarato la ministra (tempi.it, 14 febbraio; rsi.ch, 14 febbraio; lastampa.it, 15 febbraio; iodonna.it, 12 febbraio; greenme.it, 12 febbraio).
Il contesto è drammatico: nel 2025 la Francia ha registrato per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale più decessi che nascite (651.000 morti contro 645.000 nati), con un tasso di fecondità sceso a 1,56 — minimo storico dalla Prima Guerra Mondiale (rsi.ch, 14 febbraio). Una commissione d’inchiesta parlamentare ha presentato 37 proposte, chiedendo un vero «big bang» per la politica familiare (euronews.com, 12 febbraio).
L’iniziativa è stata accolta con scetticismo da molti giovani francesi. «Il problema va oltre l’infertilità. Stiamo lottando per trovare un posto dove vivere e arrivare a fine mese», denuncia una 27enne intervistata da Euronews. La critica più diffusa riguarda il divario tra la misura comunicativa dello Stato e le cause strutturali — precarietà, inflazione, potere d’acquisto stagnante — che frenano la genitorialità (euronews.com, 12 febbraio).
L’iniziativa francese ha riacceso il dibattito in Italia, dove esperti sottolineano che «la natalità non si sostiene solo con le lettere o con campagne informative», ma richiede un patto sociale più profondo (adnkronos.com, 12 febbraio).
Parallelamente, una commissione parlamentare francese ha proposto un piano analogo a un “Piano Marshall” per la natalità, introducendo assegni da 250 euro e nuove forme di congedo parentale, misure accolte con un misto di speranza e scetticismo (ilfoglio.it, 12 febbraio; euronews.com, 12 febbraio).
3. La crisi demografica della Cina: robot e tasse sui preservativi
Nel 2025 in Cina le nascite hanno toccato il livello più basso dal 1949: 7,92 milioni di neonati, con un calo del 17% rispetto ai 9,54 milioni del 2024. Per arginare il collasso demografico, il governo di Pechino ha introdotto un ventaglio di misure che vanno dall’elargizione di bonus alle famiglie con almeno tre figli al reintroduzione dell’IVA sui preservativi, sospesa da tre decenni (zazoom.it, 15 febbraio; zazoom.it, 15 febbraio da Virgilio).
Sul fronte tecnologico, la Cina punta sull’automazione come risposta strutturale alla riduzione della forza lavoro. Il Gala della Festa di Primavera della televisione di Stato — il programma più seguito del Paese — ha visto come protagonisti robot umanoidi prodotti da aziende come Unitree, Noetix e Galbot. Pechino rappresenta già circa il 90% della produzione mondiale di robot umanoidi (askanews.it, 17 febbraio; zazoom.it, 15 febbraio).
4. La Spagna inverte la rotta: nascite in aumento per la prima volta dal 2014
Una notizia controcorrente arriva dalla Penisola Iberica. Secondo i dati provvisori dell’Instituto Nacional de Estadística (INE), nel 2025 in Spagna le nascite sono aumentate per la prima volta dal 2014: 321.164 neonati, con un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente (+3.159 unità). Il saldo naturale resta tuttavia negativo, e il dibattito politico sulle misure da adottare per contrastare l’invecchiamento della popolazione rimane acceso (borsaitaliana.it/Radiocor, 18 febbraio).
5. Fertilità, fecondazione assistita e nuove frontiere scientifiche
Il mercato globale del congelamento degli ovociti e della conservazione degli embrioni valeva 5,41 miliardi di dollari nel 2024 ed è proiettato a 25,63 miliardi entro il 2034. In Europa, dove l’età media alla maternità ha raggiunto 30,9 anni e il tasso di fertilità è sceso al minimo storico di 1,46 figli per donna, sempre più persone ricorrono al cosiddetto “social freezing”. La frammentazione normativa tra i Paesi europei lascia migliaia di ovociti ed embrioni in un limbo giuridico, sollevando questioni irrisolte su proprietà, destinazione e diritti degli embrioni inutilizzati (euronews.com, 16 febbraio).
Sul fronte della ricerca scientifica, scienziati della Michigan State University hanno individuato un “interruttore” molecolare che controlla l’attività degli spermatozoi nella fase finale della corsa verso l’ovulo. La scoperta potrebbe aprire nuove strade per il trattamento dell’infertilità maschile e per lo sviluppo di contraccettivi non ormonali (zazoom.it, 15 febbraio).
A Treviso, il convegno “Natalità e fertilità” ha inaugurato il ciclo “Fertilità è domani”, organizzato dal Centro della Famiglia. Il medico di medicina generale Umberto De Conto ha evidenziato il ruolo degli interferenti endocrini ambientali tra i fattori che compromettono il potenziale riproduttivo (trevisotoday.it, 15 febbraio).
6. Invecchiamento della popolazione e welfare: risposte locali e nazionali
6a. Politiche comunali e consulte per gli anziani
Il Comune di Avellino ha istituito la “Consulta Argento”, organismo che mira a portare al centro del dibattito pubblico il tema dell’invecchiamento attivo. Alla riunione inaugurale hanno partecipato rappresentanti di istituzioni, ASL, ordini professionali, sindacati e associazioni. «Con l’invecchiamento della popolazione è necessario attuare politiche organiche, un nuovo approccio», ha dichiarato la commissaria prefettizia Giuliana Perrotta (irpinianews.it, 12 febbraio; corriereirpinia.it, 12 febbraio; zazoom.it, 12 febbraio). La Consulta lavorerà su prevenzione delle truffe agli anziani, mappatura dei servizi territoriali e iniziative di inclusione.
A Padova, il convegno “Verso un nuovo immaginario di convivenza tra generazioni” (19-20 febbraio) ha aperto il Meeting nazionale delle esperienze di coabitazione intergenerazionale, progetto che abbina anziani e studenti universitari in un’ottica di reciprocità (padovaoggi.it, 13 febbraio).
6b. Tecnologia e innovazione sociale per gli anziani
In Valtellina, i Comuni di Albosaggia e Caiolo, in partnership con la Fondazione Albosaggia e l’Università di Bergamo, hanno candidato a Fondazione Cariplo il progetto “RESTARE VICINI”, che prevede l’utilizzo di robot sociali con intelligenza artificiale conversazionale e di “piazze virtuali” domiciliari per contrastare la solitudine degli anziani in aree montane. L’obiettivo è generare un modello replicabile per altri territori (altarezianews.it, 13 e 16 febbraio; zazoom.it, 13 febbraio).
A Lecco, l’associazione Auser lancia l’allarme sulla digitalizzazione dei servizi sanitari come potenziale fattore di esclusione sociale per gli anziani: «Il costante invecchiamento della popolazione rappresenta una grande sfida e il digitale, se rivolto agli anziani senza adeguato accompagnamento, può portare dei rischi», dichiara il presidente Claudio Dossi (lecconotizie.com, 14 febbraio; leccotoday.it, 13 febbraio).
A Mendrisio (Canton Ticino), Pro Senectute ha inaugurato un nuovo centro diurno terapeutico per anziani affetti da demenza, puntando su diagnosi precoci e stimolazione cognitiva per mantenere i pazienti nella propria abitazione il più a lungo possibile (rsi.ch, 16 febbraio).
6c. Badanti e lavoro di cura: un settore cruciale
Il Report 2024 sui lavoratori domestici in Emilia-Romagna, basato su dati INPS, fotografa un settore in espansione strutturale: 69.866 lavoratori domestici regolari nella regione, con le badanti che rappresentano il 63% del totale. Nella sola provincia di Rimini si contano 4.916 tra badanti e colf, di cui il 76% di origine straniera (riminitoday.it, 13 febbraio; chiamamicitta.it, 12 febbraio; zazoom.it, 13 febbraio). In Toscana il settore coinvolge 72.000 lavoratori domestici, con la regione terza in Italia per numero di datori di lavoro (zazoom.it, 13 febbraio).
Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore nuovi minimi retributivi per colf e badanti: la paga oraria delle badanti (livello BS) sale da 7,10 a 7,45 euro, mentre l’assistenza a persone non autosufficienti raggiunge 8,91 euro l’ora (canicattiweb.com, 16 febbraio).
Il 18 febbraio si è aperto il click day per l’assunzione di 13.600 lavoratori domestici stranieri nell’ambito del Decreto Flussi 2026, un settore stimato in 17 miliardi di euro. Associazioni e sindacati segnalano che la misura non è sufficiente ad affrontare le criticità strutturali del comparto (zazoom.it, 18 febbraio).
7. Pensioni e mercato del lavoro in un Paese che invecchia
Secondo un focus Censis-Confcooperative, chi andrà in pensione nel 2060 riceverà un assegno pari al 64,8% dell’ultima retribuzione, contro l’81,5% di chi è uscito nel 2020. «Un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico: è questa la prospettiva che attende chi oggi entra nel mercato del lavoro», dichiara il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini (today.it, 12 febbraio; zazoom.it, 13 febbraio).
Sul fronte previdenziale, l’INPS ha recepito le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 sull’adeguamento dei requisiti pensionistici all’incremento della speranza di vita: dal 2027 servirà un mese in più di contributi, dal 2028 l’aumento sarà di tre mesi (zazoom.it, 18 febbraio).
La nuova “staffetta generazionale”, introdotta dalla Riforma Pensioni 2026, prevede la trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time per i lavoratori a 30 mesi dalla pensione nelle aziende con almeno 50 dipendenti, con contestuale obbligo di assumere un under 35 (businessonline.it, 12 febbraio).
Quanto al mercato del lavoro, l’occupazione italiana cresce, ma principalmente tra gli over 50: un fenomeno attribuito all’interazione tra riforme