Dimissioni di lavoratrici madri: il problema persiste in Lombardia

Il tema della conciliazione tra lavoro e maternità rimane centrale nel panorama occupazionale italiano. In Lombardia, nel 2025, si sono registrate oltre 8.500 dimissioni di lavoratrici madri con figli da 0 a 3 anni, sebbene il dato sia in leggero calo rispetto alle 9.712 del 2024, quando il fenomeno ha inciso significativamente (Il Giorno, 5 luglio 2026).

Il divario rispetto ai padri è evidente: i lavoratori che si dimettono per paternità entro i 3 anni del figlio sono 4.572, meno della metà rispetto alle madri. Le motivazioni differiscono profondamente: mentre le donne abbandonano il lavoro principalmente per difficoltà di conciliazione (46,4% per assenza di servizi), i padri lo fanno prevalentemente per migliorare la propria posizione professionale (62,3% per passaggio ad altra azienda). Secondo Alessandra Magri, segretaria Fisascat Cisl Brescia, “le dimissioni delle lavoratrici madri sono all’ordine del giorno”, anche se molti casi non vengono conteggiati ufficialmente (Il Giorno, 5 luglio 2026).

Le principali problematiche segnalate riguardano l’incompatibilità tra turni lavorativi e vita famigliare (32,6%), l’assenza di parenti di supporto (43,2%) e la rigidità dei datori di lavoro nel concedere modifiche orarie o part-time. Quest’ultimo viene percepito come la principale strada di conciliazione, ma risulta penalizzante per retribuzione e carriera.

Il progetto “Generazione Futuro” a Terni: nuove politiche contro il calo demografico

La città di Terni ha inserito tra le priorità della programmazione amministrativa 2027-2029 il progetto “Generazione Futuro”, pensato esplicitamente per contrastare il calo demografico (Ternitoday, 5 luglio 2026). L’iniziativa pone al centro il tema della natalità attraverso incentivi alle famiglie, agevolazioni fiscali, sviluppo di servizi per l’infanzia e misure a sostegno dell’occupazione femminile.

Il nuovo Documento unico di programmazione (Dup) della Giunta Bandecchi, approvato nei giorni scorsi e sottoposto all’esame del consiglio comunale entro fine luglio, dedica ampio spazio anche al rilancio di Terni come città universitaria, con interventi di rigenerazione del patrimonio scolastico e miglioramento delle infrastrutture urbane per aumentare la vivibilità.

Il calo demografico incide sulle scuole dell’infanzia

Il fenomeno del calo demografico continua a ripercuotersi sugli istituti scolastici del territorio. Nel Comune di Biandronno, la scuola dell’infanzia registra una diminuzione delle iscrizioni, un dato che l’amministrazione Porotti riconduce sia al calo demografico sia a problematiche legate alla riorganizzazione dell’azienda Beko nel territorio (Varese News, 4 luglio 2026). Nonostante ciò, l’amministrazione ha assicurato investimenti importanti nell’immobile comunale che ospita la scuola paritaria, con progetti di riqualificazione già avviati e partecipazione a bandi regionali per il finanziamento delle opere.

Welfare per la terza età: il progetto ANCORA a Morazzone

In un contesto di invecchiamento della popolazione, la provincia di Varese ha inaugurato il progetto ANCORA (Anziani Nella Comunità: Opportunità, Risorsa, Autonomia), finanziato dal PNRR con un milione e 200mila euro (Varese News, 4 luglio 2026). L’iniziativa, gestita in comune da tredici comuni dell’area, prevede cinque minialloggi ristrutturati e un Centro Polifunzionale Senior Lab a Morazzone, con l’obiettivo di prevenire l’isolamento degli anziani non autosufficienti e ridurre i ricoveri in strutture. Il progetto ha già raggiunto 75 anziani dell’area.


Nota metodologica: Sono stati scartati gli articoli non pertinenti alla demografia e alle politiche familiari (articoli su vespe germaniche, diritti di voto, quiet quitting dei manager e decreti sul trasparenza stipendiale).