**Fertilità e Calo Demografico — Rassegna Stampa 06/07/2026 / 13/07/2026**
CALO DEMOGRAFICO E SPOPOLAMENTO
Il calo della popolazione italiana continua a rappresentare una sfida strutturale per il Paese. Secondo il bilancio demografico mensile pubblicato dall’Istat relativo ad aprile 2026, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.937.927 persone, con una perdita di circa 5.000 abitanti rispetto all’inizio dell’anno (La Nazione, 11/07/2026). La situazione è particolarmente critica nelle aree interne: in Valdichiana senese, i decessi superano significativamente le nascite, con comuni come Trequanda che non ha registrato neanche un nuovo nato nei primi quattro mesi del 2026, e Radicofani e Radicondoli dove non sono stati registrati nati nel primo quadrimestre (La Nazione, 11/07/2026).
A livello europeo, il fenomeno dello spopolamento riguarda le aree rurali: tra il 2014 e il 2024 le aree rurali europee hanno perso quasi otto milioni di abitanti, mentre le città ne hanno guadagnati oltre dieci milioni. I giovani rappresentano la fascia più mobile, mentre cresce la popolazione anziana (Il Fatto Quotidiano, 12/07/2026). La Sardegna costituisce uno dei casi più emblematici, con il più basso tasso di fecondità italiano, un’età media superiore ai cinquantadue anni nei piccoli comuni e un potenziale produttivo non realizzato di circa 1,7 miliardi di euro per il progressivo calo della popolazione in età lavorativa (Il Fatto Quotidiano, 12/07/2026).
GIOVANI, FAMIGLIA E ABITAZIONE
Uno studio dell’Unfpa basato su 108mila intervistati dai 18 ai 39 anni in 73 Paesi, condotto con la partecipazione della Bocconi, rivela un’emergenza globale: i giovani desiderano formare una famiglia e avere figli, ma non hanno le condizioni economiche per farlo. In particolare, gli italiani di 38 anni intervistati avrebbero desiderato quasi due figli a testa, ma non ne hanno fatto nemmeno uno (Il Giornale, 12/07/2026). Come spiega Letizia Mencarini, full professor of Demography all’Università Bocconi, questa generazione, nata negli anni Novanta e meno numerosa rispetto alle precedenti, non è contraria a formare una famiglia: semplicemente “non se lo può permettere” (Il Giornale, 12/07/2026).
L’accesso all’abitazione emerge come uno dei fattori determinanti nella scelta di avere figli. Uno studio di Alessandro Gallo e Daniele Vignoli pubblicato su Neodemos analizza il rapporto tra spese abitative e nascite in Italia nel periodo 1998-2016, evidenziando come in un Paese dove circa il 74% delle famiglie vive in una casa di proprietà, l’accesso all’abitazione diventi una soglia decisiva nella costruzione di una famiglia (Quotidiano Nazionale, 11/07/2026). A Milano, la situazione abitativa è particolarmente critica: gli affitti sono aumentati del 52% tra il primo semestre del 2019 e il primo semestre del 2026, il secondo peggior rincaro tra i capoluoghi lombardi dopo Brescia (+52,1%) (L’eco di Bergamo, 12/07/2026). Nel mercato privato della procreazione medicalmente assistita (Pma), il costo rimane in larga parte sostenuto dalle coppie, con significative differenze territoriali. Nel 2023 sono state trattate in Italia 89.870 coppie e sono nati 17.235 bambini (4,5% delle nascite totali), numeri in crescita mentre le nascite complessive continuano a diminuire (Lettera43, 11/07/2026).
RICAMBIO GENERAZIONALE IN AGRICOLTURA
Nel settore agricolo italiano, il ricambio generazionale sta cambiando il volto dell’impresa. I giovani agricoltori come Jacopo Trasolini (classe 1994) non limitano la loro attività alla coltivazione tradizionale, ma integrano produzioni agricole, trasformazione, ospitalità e vendita diretta, con particolare attenzione all’innovazione e alla multifunzionalità. In Italia questo modello è diventato il motore di nuovi modelli di impresa, diversamente da altri Paesi mediterranei che affrontano sfide diverse: la Spagna ha problemi di accesso ai terreni, la Grecia di frammentazione aziendale, la Francia di competitività (Il Sole 24 Ore, 12/07/2026).
SISTEMA SCOLASTICO E INVERNO DEMOGRAFICO
Le scuole trentine affrontano una criticità rilevante con 530 posti vacanti distribuiti tra scuola primaria (215), secondaria di primo grado (76) e secondaria di secondo grado (239). La segretaria generale della Cisl Scuola, Monica Bolognani, ha sottolineato che “avanzano gli effetti dell’inverno demografico” e che è urgente un ragionamento sugli organici per i prossimi anni (Il Dolomiti, 12/07/2026).
SISTEMA SANITARIO E ASSISTENZA AGLI ANZIANI
L’invecchiamento della popolazione sta trasformando i modelli sanitari europei. Secondo l’OCSE, oltre la metà delle persone con più di 65 anni convive con almeno due malattie croniche contemporaneamente, richiedendo un’assistenza costante, multidisciplinare e distribuita nel tempo piuttosto che ricoveri concentrati (Insideover, 12/07/2026).
In Puglia, la sanità affronta difficoltà dovute al calo demografico: la Regione ha perso più di 183mila residenti, con una perdita di circa 150 milioni nel finanziamento sanitario. A questa perdita strutturale si aggiunge un’amputazione nel Fondo Sanitario Nazionale, sceso da incrementi di 316 milioni nel 2023 e 310 milioni nel 2024 a soli 92 milioni nel 2025 (La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/07/2026).
Nel Friuli-Venezia Giulia, la Regione investe in strutture per la terza età: sono in corso lavori di ristrutturazione nella casa di riposo di Tricesimo con un investimento di sei milioni di euro, finalizzato al rinnovo di una struttura essenziale “a fronte dell’attuale andamento demografico e della necessità di fornire risposte concrete alla domanda di assistenza per gli anziani” (Il Gazzettino, 11/07/2026; Telefriuli, 11/07/2026).
MERCATO DEL LAVORO E OCCUPAZIONE
Secondo il rapporto annuale dell’Inps, l’occupazione ha raggiunto nuovi massimi storici nel 2025: oltre 24 milioni di persone in termini assoluti con un tasso percentuale del 63%. I contribuenti all’Inps hanno raggiunto 27,2 milioni, circa 244mila in più in un anno e 1,7 milioni in più rispetto al 2019, con una crescita particolarmente significativa tra under 34 (+12,4%), donne (+7,8%) e lavoratori extra Ue (+35,5%). I dipendenti sono saliti da 21,79 a 22,45 milioni e i contributi sociali hanno toccato 273,3 miliardi di euro (Milano Finanza, 11/07/2026). Tuttavia, l’Italia rimane uno dei Paesi europei caratterizzati dal più elevato grado di invecchiamento demografico, e i lavoratori hanno iniziato a rinviare la pensione (da 64,5 anni nel 2024 a 64,7 anni nel 2025) per aumentare l’assegno nel sistema contributivo (Milano Finanza, 11/07/2026).
ECONOMIA E DISPARITÀ TERRITORIALI
Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, il Pil italiano può chiudere il 2026 a +0,9%, poco sotto la Francia (+1%) e il doppio rispetto alla Germania (+0,4%), mentre i consumi salgono dell’1,2% (Il Giornale, 12/07/2026). La Lombardia emerge come “l’unica locomotiva” del Paese: è l’unica regione a guidare sia la classifica del Pil (+1,2%) sia quella dei consumi (+1,8%), mentre le regioni del Mezzogiorno vanno più piano, con consumi delle famiglie spesso sotto i livelli di dieci anni fa (La Stampa, 12/07/2026).
Il governatore lombardo Attilio Fontana ha denunciato una “sottovalutazione del Nord produttivo” relativamente alla distribuzione dei nuovi organici di polizia: la Lombardia, che rappresenta il 17% della popolazione italiana e produce il 23% del Pil nazionale, riceverà solo 180 agenti sui 3.000 complessivi previsti dal piano di rafforzamento delle forze dell’ordine, equivalente al 6% della quota distributiva (Il Giorno, 11/07/2026; Milanotoday, 12/07/2026).