**Fertilità e Calo Demografico — Rassegna Stampa 03/08/2026 / 10/08/2026**
Procreazione Medicalmente Assistita: Un Sistema Iniquo
La Procreazione medicalmente assistita (Pma) continua a rappresentare un privilegio per pochi in Italia, nonostante il drammatico calo demografico del Paese. Su 186 centri dedicati alla Pma, ben 103 sono privati (55,4%), contro soli 67 pubblici (36%) e 16 convenzionati (8,6%). Nel 2026, il 42% dei cicli di fecondazione assistita è stato gestito da centri privati, il 32% da strutture pubbliche e il 25% da centri convenzionati (Notizie.it, Corriere, Open - 9 agosto).
La disparità è ancora più marcata nel Mezzogiorno, dove i 27 centri privati coprono il 77% di tutti i trattamenti, costringendo migliaia di coppie a migrare verso il Centro-Nord. Ogni anno, circa 38mila coppie sono costrette a pagare di tasca propria: i costi variano dai 3 ai 6mila euro per la fecondazione omologa fino ai 9mila euro per quella eterologa. Le gravidanze da Pma sono raddoppiate, passando dalle 8.309 del 2012 alle 16.180 del 2026 (Notizie.it - 9 agosto).
Assegno Unico: Investimento Massiccio ma Effetti Limitati
Lo Stato spende quasi 20 miliardi all’anno per l’assegno unico universale, ma secondo il rapporto dell’Inps la misura ha un impatto molto limitato sulla natalità. L’istituto rileva “un effetto positivo e statisticamente significativo esclusivamente nel confronto tra il terzo e il secondo quintile dell’Isee”, con un incremento di soli 0,5 punti percentuali nella probabilità di avere un secondo figlio nel medio periodo. Non emergono effetti significativi per le famiglie con Isee molto basso né per quelle con Isee più elevato (Corriere - 9 agosto).
Denatalità Territoriale: Il Caso della Lunigiana
In Lunigiana, nonostante il rimbalzo demografico degli ultimi anni e l’immigrazione, continuano a diminuire popolazione e imprese. Nel 2025 si è registrato un aumento dell’11% degli arrivi turistici e del 7% delle presenze rispetto al 2019, ma il bilancio demografico resta negativo con una diminuzione della popolazione del 6,2% rispetto al 2015. Il 38% del reddito complessivo è rappresentato dalle pensioni, mentre la popolazione straniera è cresciuta del 24,3% (rispetto al 2019) raggiungendo il 10% della popolazione complessiva. Il tessuto produttivo ha perso il 9% delle imprese in sei anni, con il comparto industriale in calo del 15,5% (Noi Tv - 9 agosto).
Anche a Busachi, in Sardegna, le linee programmatiche 2026-2031 pongono al centro la natalità e il sostegno alle famiglie con la realizzazione di un asilo nido comunale, affrontando esplicitamente “le sfide al calo demografico e alla crisi economica” (Unione - 9 agosto).
Fuga di Cervelli dal Sud
Tra il 2019 e il 2025, le regioni del Sud hanno perso circa 150mila residenti tra i 25 e i 34 anni in possesso di una laurea. Dei 150mila laureati italiani di questa fascia d’età, 122mila si sono trasferiti nel Centro-Nord (in lieve diminuzione del 1,6% rispetto all’anno precedente) e 28mila hanno scelto di trasferirsi all’estero. Il Nord-est mostra la capacità d’attrazione più elevata con un tasso del +1,6 per mille, seguito dal Nord-ovest con +1,3 per mille. Il Centro registra un valore più contenuto del +0,5 per mille (QuiFinanza - 8 agosto).
A Bergamo, il problema della sottovalutazione delle competenze aggrava la situazione. Con la laurea, un dipendente bergamasco guadagna 21,20 euro lordi all’ora contro 25,48 della media lombarda. Il divario cresce con il livello d’istruzione, rischiando di spingere soprattutto i giovani a cercare opportunità fuori provincia o all’estero. Persiste anche un significativo gap di genere: le lavoratrici percepiscono in media 14,26 euro lordi all’ora contro 16,23 degli uomini (Corriere - 8 agosto).
Giovani e Agricoltura: Un’Inversione di Tendenza
Contrariamente alla tendenza nazionale, in Campania si registra un incremento straordinario nella provincia di Salerno di studenti iscritti agli indirizzi agrari. Il Salernitano raccoglie oltre il 42% dell’intera popolazione scolastica campana in questo ambito, con un’iscrizione di circa 1.500 studenti per l’anno scolastico 2026-2027. Questo fenomeno risulta ancora più significativo considerando il costante calo demografico dovuto alla denatalità. Il 70% dei diplomati trova impiego a un solo anno dal titolo. L’innovazione tecnologica (droni con intelligenza artificiale, agricoltura di precisione, sostenibilità ambientale) rende il settore attrattivo per le nuove generazioni (Positano News - 9 agosto).
Crisi dei Servizi nelle Aree Interne
Le valli di Susa e Sangone in Piemonte si trovano senza un pediatra di libera scelta a causa della recente cessazione dell’incarico. Il problema riflette una fragilità strutturale del sistema che risponde “in modo puramente tampone” alla carenza di professionisti. I presidenti delle Unioni Montane hanno lanciato un appello alla Regione per una pianificazione strutturale che affronti i limiti cronici dei servizi sanitari nelle aree montane (Montagna Tv - 8 agosto).
Calo Demografico e Scuola: Il Caso Svizzero
In Svizzera, il calo delle nascite degli ultimi anni sta iniziando a ridimensionare la cronica carenza di insegnanti. Dal prossimo anno scolastico si assisterà a una riduzione del numero di allievi del primo e secondo ciclo elementare fino al 7%. Il numero di insegnanti attivi è destinato a diminuire di circa 4.500 unità nei prossimi dieci anni. Sebbene la situazione rimanga critica a livello nazionale, il canton Zurigo non registra alcuna carenza di docenti ordinari, mentre Basilea Campagna ha ridotto di oltre il 50% i posti vacanti (Bluewin, Corriere Del Ticino - 8 agosto).