**Fertilità e Calo Demografico — Rassegna Stampa 19/10/2026 / 26/10/2026**
Crisi Demografica e Squilibrio Pensioni-Occupati
Nel 2025, l’Italia ha raggiunto un rapporto critico tra pensionati e lavoratori: 24,1 milioni di occupati contro 23,2 milioni di pensioni erogate, un rapporto di quasi 1 a 1 che rappresenta un drammatico deterioramento rispetto agli anni Ottanta, quando era di 3 a 1. (Rainews, 25/10; Il Sole 24 Ore, 25/10)
La situazione è ancora più grave nelle regioni meridionali. La Città Metropolitana di Reggio Calabria registra lo squilibrio più accentuato d’Italia con -90.368 unità (232.109 pensioni contro 141.741 occupati), seguita da Taranto (-87.189), Lecce (-85.508) e Messina (-76.936). (Nta Calabria, 25/10; Gds, 25/10; Il Crotonese, 24/10)
In Piemonte, tre province presentano già un saldo negativo: Biella (-9.153), Vercelli (-5.351) e Alessandria (-1.227). Ferrara è l’unica provincia in negativo dell’Emilia-Romagna, con -1.548 unità. (Torino Cronaca, 25/10; Il Resto del Carlino, 25/10)
Tuttavia, alcune province meridionali fanno eccezione: Pescara registra un saldo positivo di 3.454 occupati, insieme a Catania (+475), Matera (+1.127) e Ragusa (+16.241). (Il Pescara, 25/10)
Proiezioni Future e Ricambio Generazionale
Secondo le previsioni della Cgia di Mestre, tra il 2025 e il 2029 usciranno dal mercato del lavoro circa 3 milioni di italiani, di cui il 74% interesserà le regioni centro-settentrionali. (Rainews, 25/10)
Entro il 2050, la popolazione in età lavorativa potrebbe perdere quasi sette milioni di persone, con il rapporto tra anziani e popolazione attiva passando dal 39% del 2025 al 63,7% del 2050. (Corriere, 25/10)
Denatalità: Cause Culturali e Strutturali
Al Forum della Famiglia e della Natalità di Napoli, sono state discusse le radici della denatalità italiana. Italo Bocchino, ex deputato e scrittore, ha sottolineato la dimensione culturale: “La denatalità è un problema di tipo culturale, non economico o abitativo anche se sono tematiche centrali, ma alla base c’è la perdita del principio di sacralità della famiglia.” (Il Mattino, 25/10; Tele Radio News, 25/10)
Lo studio di PwC Italia presentato al forum rivela che l’Italia si colloca tra i paesi europei con il minor numero di nascite, seguita solo da Estonia, Polonia, Lituania, Spagna e Malta. Nel 2026, i primi sette mesi hanno registrato 196.864 nascite, l’1,1% in meno rispetto al 2025. (Il Mattino, 25/10; Il Mattino, 24/10)
Nel Viterbese, nel 2025 sono nati 1.492 bambini (-47 rispetto al 2024, -3,1%), il dato più basso tra le province laziali con 4,85 nati ogni mille residenti. (Il Messaggero, 25/10)
Famiglia e Servizi: Disparità Nord-Sud
Le famiglie italiane sono sempre più piccole e sole: il 65,5% è composta da 1 o 2 persone (era il 58,2% nel 2015), e i genitori soli sono circa 3 milioni. (Il Mattino, 24/10)
L’Italia spende per famiglie e minori l’1,65% del Pil, inferiore alla media europea (2,4%) e molto inferiore alla Germania (3,6%). Quasi tutto viene destinato a bonus e trasferimenti (1,46% del Pil), mentre ai servizi va solo lo 0,19% del Pil contro l’1,64% tedesco. Nel Mezzogiorno ci sono circa 21 posti nei servizi per l’infanzia ogni 100 bambini, la metà del Centro. (Il Mattino, 25/10)
Nonostante il miglioramento formale dei posti negli asili nido (378.500 nel 2023/2024, +3,4%), il dato è distorto dal calo demografico: il numero di residenti 0-2 anni è passato dai 400.000 nati del 2021 ai circa 370.000 del 2024, lontanissimo dai 576.000 del 2008. (Quifinanza, 25/10)
Le regioni con migliore copertura oltre il 33% sono Umbria (48,4%), Emilia-Romagna (44,2%), Valle d’Aosta (43,8%), Toscana (42,1%) e Friuli-Venezia Giulia (40,8%). (Quifinanza, 25/10)
Politiche di Contrasto: La Manovra di Bilancio
Il governo italiano sta elaborando misure per contrastare il calo demografico e sostenere l’occupazione giovanile. Tra gli interventi previsti: incentivi fiscali per le aziende che assumono giovani under 35 (con maxi-deduzione fino al 150%, che sale al 180% per giovani madri), sgravi sulle trattenute in busta paga per neoassunti, e possibili aliquote agevolate Irpef. (Corriere Dell’irpinia, 25/10; Open, 24/10)
Per contrastare lo spopolamento, è stato rettificato il bonus assegno di natalità in Sardegna: la Regione ha ritirato l’interpretazione restrittiva che escludeva le domande presentate dopo il primo anno di età del bambino. (Unione Sarda, 25/10)
Occupazione e Prospettive Giovanili
Il disagio giovanile è marcato: nella fascia 15-34 anni, l’occupazione varia dal 53-55% complessivamente, ma sale al 63-65% per i 24-34enni. Molti giovani vivono un presente insoddisfacente e non vedono un futuro attraente, spingendo l’emigrazione verso l’estero. (Brindisireport, 25/10)
L’economista Elsa Fornero smentisce il mito della sostituzione generazionale: “Abbiamo visto che non funziona lo schema secondo cui chi esce lascia il posto a un giovane.” Molti pensionati continuano a lavorare e percepire altri redditi, creando squilibri contabili incompatibili con un allentamento della spesa previdenziale. (Quifinanza, 25/10)
Crisi Scolastica e Scuole a Rischio Chiusura
La denatalità sta costringendo comuni a razionalizzare le strutture scolastiche. A Gaiarine (Treviso), la giunta ha deciso di chiudere la scuola media di Calderano, motivando la decisione con il calo demografico. Genitori e famiglie si oppongono, ricordando l’importanza dei servizi per le comunità locali. (Tribuna di Treviso, 25/10)
Iniziative Territoriali e Proposte
L’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori” presenta un piano per rigenerare le aree interne colpite dallo spopolamento, coinvolgendo istituzioni, mondo economico e rappresentanti della società civile. (Ntr 24, 24/10)
A Cremona, Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale hanno promosso un dibattito sulle politiche per contrastare il calo demografico e sostenere famiglia e natalità, con interventi dedicati alla cultura della vita. (Cremonaoggi, 24/10)
Longevità e Assistenza agli Anziani
In Sardegna, il centro di Villagrande di Strisaili continua a registrare tassi eccezionali di longevità umana, confermando il primato come zona con i più alti tassi di ultracentenari al mondo. (Unione Sarda, 24/10)
Nel Piemonte, si stima che entro il 2050 ci saranno due persone sopra i 65 anni per ogni tre in età lavorativa. Cresce la spesa privata per l’assistenza (49 miliardi) e il rischio di chi deve gestire la cura dei genitori senza adeguati sostegni pubblici. (Torino Cronaca, 25/10)